lunedì 10 novembre 2008

Dalla "Setta dei Poeti Estinti" all'estinzione dei poeti

Se la scuola non serve a formare menti pensanti, ma solo scatole vuote in cui riporre quel poco che serve per sopravvivere…

Carpe Diem. E’ il momento di svoltare

Venerdì 31 ottobre le classi IVA e IIIA del liceo classico “V. Gerace” di Cittanova, si sono ritrovate in un momento di aggregazione scolastica per la visione del film "L'attimo fuggente" di Peter Weir(1989). Il fatto, che sia questa attività abbia preceduto la grande manifestazione contro i tagli della legge Gelmini, non è casuale. Infatti, il tipo di scuola alla quale oggi si vuole tornare ricorda molto quella del film. Siamo in America, anni '50. Un nuovo anno accademico è iniziato alla Welton Accademy, uno dei college più antichi e prestigiosi del Vermont. Alla cerimonia di apertura tra genitori imbalsamati, ragazzi impauriti e professoroni tutta barba e serietà, spicca il sorriso irriverente del nuovo professore John Keating, alias Robbie Williams. L'insegnante di letteratura inglese porterà una ventata d'aria fresca tra quelle mura piene solo d'onore, disciplina e tradizione, sconvolgendone l'ordine e insegnando ai ragazzi a vivere attraverso la poesia, la forza della creatività e la coscienza critica. I veri protagonisti sono proprio i suoi studenti: Neil,il leader del gruppo che tutti seguono e ascoltano, amante del teatro, che subisce le aspettative di un padre severo con il quale non riesce a confrontarsi; Todd, un ragazzo molto timido e impacciato, anche lui vive all'ombra dei genitori; Knox, l'eterno romantico che cercherà di conquistare una ragazza bella e irraggiungibile attraverso la poesia; Charlie, il classico Don Giovanni frivolo e leggero ma forse il più pronto di tutti a cogliere l'attimo. E' quando i ragazzi scoprono "la setta dei poeti estinti" che inzia per loro un nuovo cammino fatto di avventure, a volte piacevoli, a volte liberatorie, a volte anche tragiche. E' proprio lo stare insieme declamando poesie che li farà sentire finalmente liberi di sognare, pensare e gridare al mondo le proprio idee. Accanto alle pur valide lezioni ordinarie, è questo che la scuola dovrebbe insegnarci, aprire le menti, sviluppare un senso critico personale, prepararci al futuro, quando non ci saranno più insegnanti o genitori a guidarci, ma saremo soli ad affrontare la vita e le scelte che essa ci impone. E questo è ancora più evidente in un territorio come il nostro, dove la ‘ndrangheta è padrona e la scuola ancora può rappresentare un argine democratico di resistenza. Il messaggio che il cambiamento è possibile, indipendentemente dalla situazione di partenza, ci giunge da oltre oceano. Infatti se un ragazzino di colore di provincia, con mezzi limitati, ma tanta tenacia e voglia di riscatto è diventato oggi il Presidente della nazione più potente al mondo, allora anche noi dobbiamo continuare a sperare che la nostra voce, dal profondo sud, si amplifichi come un eco lontano.

Da http://www.repubblica.it/
Articolo scritto il 07 11 2008

Nessun commento: